"FORSE CREDEVAMO DI AVERE BRACCIA TROPPO GRANDI PER ABBRACCIARE IL MONDO E NON ERA VERO"
Tornatore non delude mai. Il sodalizio con Ennio Morricone? La critica mondiale lo definisce da Oscar.
Bagheria: Siamo nel ventennio fascista e Cicco, contestatore dei fascisti, cresciuto con la mentalità del
pastore e di conseguenza pastore di professione, coltiva un’innata passione per
la letteratura. Peppino, figlio di Ciccio nonché protagonista del film, cresce
durante il tormentato periodo bellico e seguendo il pensiero politico del padre,
da grande diventerà un importante esponente del partito comunista locale e dopo
tanti ostacoli riuscirà a sposare la donna tanto amata ovvero Mannina, che lo renderà padre e approverà
sempre le scelte del marito “comunista”. Il registra si concretta sulla Sicilia,
la nostra amata isola. Tornatore riesce nell’intento di descrivere una Sicilia
che nonostante gli anni non sembra essere mutata. Ognuno di noi vedendo il
film, pensa ai propri nonni o familiari, riuscendo senza tante difficoltà ad
immedesimarsi nell’importante ruolo di Peppino o addirittura Cicco, pastore e
instancabile lavoratore che incarna pienamente l’uomo tipico siciliano del
periodo fascista ovvero rude, severo ma con un’immensa ed innata dignità. Sin
dall'inizio ci viene proposta una corsa contro il tempo, con la figura del
bambino che apre il film correndo lungo la strada. Una strada che ci porterà
alla fine del film con una “nuova Baarìa”
che in realtà non ha nulla di nuovo. Tornatore entra all’istante nella mente dello
spettatore e da buon registra, vuole restituirci la bellezza dei paesaggi
tipici siciliani, abbracciando un pubblico giovane, adulto ma soprattutto
nostalgico. Ma il significato va ricercato nel nostro inconscio. Oggi quasi
nessuno pensa al nostro passato e alle profonde umiliazioni che hanno lasciato
dei segni profondi nella collettività siciliana. Segni che 'dovevano' essere
cancellati ma che ancora oggi si ripresentano, attraverso i racconti di chi
almeno in parte ha vissuto quel periodo. Ma ciò che al regista sembra premere
ancor di più è il mostrare come l’eredità di un passato di tradizioni ormai
incancrenite nella società non sia stato ancora superato nella realtà sociale
siciliana. La scena dell'assessore all'urbanistica non vedente che poggiando le
mani sul piano regolatore in plastico, riesce ad “apprezzare” la bontà del
progetto solo dopo aver intascato l'oramai famosa mazzetta. Tornatore vuole aprirci
gli occhi, vuole metterci a conoscenza della verità. Una scomoda verità che ci
accompagna dai tempi della narrazione di Baarìa fino ai nostri giorni. La Sicilia,
come evidenzia Tornatore, non è cambiata ed in ogni paese riusciamo a scorgere
un Cicco che passeggia mano nella mano
con il figlio Peppino, dopo una stancante
giornata di lavoro. Baarìa sarà sempre
la storia di tutti noi.
Regia di Giuseppe Tornatore.
Genere Drammatico - Italia, Francia, 2009, durata 150 minuti.
Uscita cinema venerdì 25 settembre
2009 distribuito da Medusa.
Voto: 10.

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