"Io mi aspettavo il ruggito di un leone, ma ho sentito lo squittio di un topo". Non è un film ma una lezione di vita. Buscetta, un uomo legato ad una cultura mafiosa ed inserito all'interno di un contesto in cui il rispetto e la parola fanno di una persona un UOMO. Si ricrederà, capendo di aver vissuto in una realtà dove questi valori "mafiosi" non esistono e si ritroverà da solo con una parola e con un credo che non bastano per poter sopravvivere in un ambiente feroce, malvagio e fin troppo compromesso da uno sporco gioco politico e criminale. Lo spettatore rivive gli anni ottanta, con una ricostruzione impeccabile di un patrimonio storico e culturale oramai offuscato da una tremenda ondata di automatismi, colpevoli di aver mutato il mondo reale verso una forma di irrealismo che si pone come proemio di una storia che sembra appunto "irreale". Il registra non si concentra esclusivamente sul periodo chiave di Don Masino ovvero il "maxipro...